Queste parole confermano quanto emerso in questi giorni nel Destination Wedding Planner Congress 2016, evento che ha riunito a Firenze, presso la Stazione Leopolda, i 150 big del wedding provenienti da tutto il mondo, in particolar modo dai paesi del Golfo e del Medio Oriente. Non per niente ad organizzare l’evento è la società QnA International di Dubai, che si è coordinata insieme al Firenze Convention & Visitors Bureau. “I planned, si legge in una nota della manifestazione, provengono da oltre 50 paesi del mondo e sono loro che decidono i trend delle destinazioni per i prossimi matrimoni di lusso. Cosa vogliono le celebrities per il loro grande giorno? Cosa c’è in una “million dollar industry” come quella dei matrimoni di destinazione? Quali sono le ricadute economiche sul territorio ?” Questi sono alcuni degli argomenti discussi nel corso dell’evento. Del resto non bisogna dimenticare che Firenze e la Toscana sono tra le principali destinazioni per il mercato internazionale del wedding: infatti il 42% dei cosidetti “destination wedding” si svolge in Toscana ed il 15% a Firenze.

Alcuni relatori, riporta Affaritaliani.it, come lo statunitense Kevin Lee, fondatore dell’omonimo studio di produzione eventi si sono concentrati “sulle celebrities del mondo dello spettacolo e le loro esigenze “anomale” rispetto a quelle di coppie non pubbliche. Elizabeth Aisien, nigeriana, fondatrice e direttore di Privé luxury wedding and event company ha invece affrontato gli aspetti legati ai matrimoni “multiculturali” e alle problematiche legate alle pratiche dei visti e permessi di soggiorno; Olivier Dolz, wedding e party planner, da Dubai, si è concentrata sui matrimoni dei reali e su come si differenziano tra di loro nei diversi paesi del mondo; l’italiana Enrica Ponzellini, direttore di Vogue Bambini e Vogue Sposa, ha spiegato quali sono le strategie per far sì che un matrimonio possa essere appetibile per una pubblicazione su un periodico, e l’importanza dei media nello sviluppo del business.”